Lucernari di Silvia Pinna

Metà di me era
un innocente spermatozoo;
l’altra metà
un ovulo senza colpa.

Ed ecco che i miei genitori
decisero per la fecondazione
e, ritrovandomi in questo piano di Esistenza,
credo non ci sia altra soluzione
se non quella di avere una Bella Vita! 

Io, che scrivo da una mansarda,
con il lucernario che lascia entrare
(a parte un freddo tremendo)
l’Infinito all’interno della mia
stanza-per-questa-notte;
io

Credo nella Semplicità della Vita!

Sono un ottimista in incognito:
vedo bene la stupidità delle scimmie snob che siamo,
che sui sistemi che abbiamo costruito regna l’assurdo
e che abbiamo ridotto il pianeta in miseria;
ma credo che tutta la Felicità del Mondo
sia a distanza di un solo battito di ciglia!

. . . . . . . . . . . . . . . .

Si chiudono gli occhi,
si apre un lucernario. 

E se ci sedessimo tutti
sul tetto
a Contemplare le Stelle,
forse ci renderemmo conto della nostra
Pochezza,
lasciamo perdere le stronzate
e cominciamo a costruire
una Vera Umanità…

Forse un giorno ci ricorderemo
di com’era quando ci Meravigliavamo davvero
e potremo finalmente
fermarci
e Ringraziare… 

Finché giorno più giorno meno
Verremo completamente dimenticati,
tanto vale fare della Vita
una risata quasi eterna –
con una pausa nella Morte,
per riprendere fiato.