Editoriale #3

– Dobbiamo diventare anfibi.
– Te sei impazzito.
– O farci crescere le branchie, che ne so, ma io qui non ci resto a morire!
– Ora calmati e spiegami.
– La città è allagata.
– Sherlock!
– Al Bepi stamattina s’è allagato il negozio, deve buttar tutto, danni per migliaia di euro, e lui era quello con la paratia più alta del sestiere!
– Succede giusto un paio di volte l’anno qui, hai visto dove vivi?
– Ma stavolta è diverso, i ghiacciai si sciolgono e il mare si alza! Ed è solo colpa nostra.
– Greta Thunberg!
– E piantala di fare il coglione!
– Ok hai ragione, ma se è così ci stiamo lavorando: abbattere le emissioni di CO2, le energie rinnovabili, le auto elettriche, boicottare gli allevamenti industriali…
– Tu che stai facendo?
– Io beh… separo la plastica dalla carta della confezione dei plum cake.
– Non fai un cazzo. Ma è ovvio! Non possiamo fare niente, siamo così noi, geneticamente predisposti al suicidio collettivo, lemming dalla memoria corta, Galilei con il cannocchiale appannato, virus che sfruttano l’organismo ospite fino allo sfinimento e poi cercano un altro hotel, magari su Marte!
– Cazzo.
– Ok quella dei virus l’ho presa da Matrix. Il punto è… che non voglio stare a guardare mentre diventiamo la nuova Atlantide.
– Ok ma… hai detto che non possiamo fare niente.
– Già.
– Ma vuoi farti crescere le branchie.
– Eh, sì. Ma non c’è tempo, l’evoluzione è una cosa lunga, e… potremmo costruire migliaia di sottomarini!
– Dimmi la verità, hai visto di nuovo Waterworld? A posto semo.
– No cretino. Ma ho letto un libro.
– Hai letto un libro.
– Sì.
Ventimila leghe sotto i mari.
– Hai letto un libro.
– È l’unica soluzione che ho trovato.
– …
– Senti, andiamo a bere qualcosa va’, offro io.
– Eh, dai. Ho proprio voglia di una Coca-Cola.
– Ok, ma senza cannuccia.

Fabio Soriente